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TitleLomazzo, G. P. (1584) TRATTATO DELL'ARTE DELLA PITTURA, SCOLTURA ET ARCHITETTURA, In Milano, Per Paolo Gottardo Pontio, Stampatore Regio
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ranci Tuo giardino vno è alto altrotanto come quello di metallo
che fece Zenodoro , Nelqual propofito non tacerò quel che fole-
uaciiie ildiuino Buonarotto circa l'arte del fargli , cioè che gli an-
tichi haucuano la vera (cicnza del (aper mirar le ftatoue d'appref-
fojS: di lontano. Onde egli vna volca trouandofi in Romaà
monte Caiiallo hebbe à dire quelle ò fimili parole ;chei pittori,
3c fcultori moderni doucrebbono hauere la proportione, & le mi-
iure ne gl'occhi , per potergli metter in ertccutionej volendo ac-

" cennarc che quefta fcienza apprello i moderni era perduta ri fpet-
to à quelle ftatoue marauigliofe de gl'antichi , come quelle di Fi-
dia , & Prafitele collocate lui in Roma. Per cominciar adunque,
habbiamo da faperejCh'eircndo l'altezza del colollo noue braccia,
colui che lo ha da vedere perfettamente, gli ha da ftarc tre volte
tanto lontano quanto è il colollo , cioè il termine dell'occhio dell*
huomo.Si che dal detto occhio per la ottica diritto lino al colollb,
che è TirtelTa facciata doue li ha da rapprefentare il colofTo , come
da punto dell'ottica , piglierai vn compalTo aperto facendo ftar fer
mavna punta del compalfo nell'occhio, &: con l'altra girerai in«
torno, fi che vada alla mifura di noue braccia; acciò che lo miri

"perfettamente. Et al circolo porrai vna mifura d'un modello, ò
d'un rame partito in diece faccie, che lìa de l'altezza fudetta^il
qual conuiene che (ìaconli luci diametri fatti in croce di rame
fecondo le larghezze profondità , & eminenze de' Tuoi membri;
& la collocherai fecondo il circolo in quell'attitudine chc'l colof-
fo o'I modello c'hà da fare . Qu.indi porterai le punte , & i mez-
zi di quefti diametri delle membra dal'occhio che gli vede con le
fila giulle nella facciata; &quiui noterai i tuoi punti. Dapoi fe-
condo quelli gli contornerai giuftamente ; & fé per forte hauerai
alcun dubbio delle figure in profilo, ricercherai la lìmmerria di
Alberto Durerò, nella quale ritrouerai i paralleli giufti de' mem-
bri i quali interfecano l'anima delle figure,- fi come le larghezze
ancora de' fuoi membri fono iui al paro porte . Et cofi con quefta
potrai fare tutti icoloflì che vorrai, hauendo fempre innanzi gì*

occhi quefto , che se'l colollo è alto di proportione diece volte più

che l'huomo, trenta volte tanco l'huomo gli vuole ftar lontano

per vederlo perfettamente. Conciofia che lappiamo al ficuro,

che l'occhio nel mezzo de' circoli vede proportionatamentc le
parti che vifon fcgnate, Se che portate da l'occhio con fili allafac-

ciata, «Se iui fignate, tanto riefconogiufte nella facciata appreftb

i l'occhio come fono nel giro,ò circonferenza. Si può ancora
fare

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fare il circolo , & modello doppo la facciata , che fcranao più fa-
cili al vedere ; per clTere quelli tirati alia facciata dcU'occhio, <Sì: gì*

altri fopradctti lanciati à quella . Et perche le figure di rilieuo co.

me le dipinte paiono corte mirandole da baflb ad alto , gli porrai
la proportione della VI fta circolare à piedi , girando in su -fino à
loìpatio delle diece faccie come fi è detto , facendolo con grandilC-
fima di ftanza; perche dalla longhezza di quella nafconole pro-
portioni più ragioneuoli à 1 occhio. Et nella pittura fotto à l'ottica

tengo che Raffaello il RolTo , &C il Mazzolino feguilfero quefta re-
gola, vedendofi le fue figure coli benfatte, come anco quelle de
gl'altri lumi di queft:*arte,chc hanno Tempre feruato di far le gam-
be, & le mani lunghe, & le tede ,& i piedi piccioli , ilche faceua
parimenti Apelle . Maper uenire alla ftatouaria , ò icoltura , cioè
al modo di farei colo (lì pittorefcamente in profpettiua di tutto
rilieuojbifogna nel lopradetto circolo apprellb àia facciata fignarc

con la diftanza de l'occhio al luoco doue va le diece faccie del co?
lodo tutte vguali , Se dopoi partire ciafcuna delle faccie in cinque
parti vguali,lequali fi potrebbero ancora partire in diece. Mapar-
tendogli bora folamente in cinque per ciafcuna faccia co'l filo de
l'occhio le porterai alla facciata che ftà in piede diritta , & quiui le
fegnarai. Oltre di ciò mcima della tefta delle diece faccie del cir»
colo tirerai in croce al liuellovna hneachefia parallela alla fac-
ciata , nella quale fignerai vna.faccia compartita.nclla linea dritta
della tefta del circolo ;& quefta faccia partirai in cinque parti,
tirandole co'l filo de l'occhio alla facciata . Et farai cofi alla linea,
del circolo tirata per le fue faccie Sc parti alla facciata , chiaman-
dola, termine fecondo; in cima dellaquale partirai la faccia in cin-
que parti al fuoliuello, & oltre à quelle cinque apprellb del ter-
mine ne aggiungerai venti altre , de dall'altra parte del medefimo
termine ne aggiungerai vinti cinque altre, fi che vengano in tutto
ad elfere cinquanta in cotale linea à fquadro di fopra al fecoHdo
termine; & nel fondo poi del termine pii^herai la baie f;raticulata
del capitolo ptecedcce con h Tuoi fegni partiti vgualméte in quella

linea à (quadro del termine fecondo che faranno vinticinque per
parte; S<. quefti fegni tirerai conia rcga insù, congiungendo-
ii con quelli alquanto maggiori che quelle in fondo. Tignan-
do (empre i luoi numeriche fono di {opra à fquadro del termi-
ne > doue da Tuna parte,, & dagl'altri (àranno coli à Talto come al
ballo. Poi quei fegni delle diece faccie tifate dal circolo al termincj,

tirerai da elio termine à fquadro da l'ima parte , &da l'altra delle
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